ZRL 2. Tappa 4 Makuri Neon Flats Division D

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Race 4 Makuri Neon Flats Division D

Quarta tappa, garadimerda …. scusate il francesismo ma è una gara complicata, 8 sprint su 2 giri senza un cm di salita. Gara per velocisti puri in grado di sprintare sopra i 1000 watt o quasi. Vediamo come è andata 

Team D Dinamo Losca Emea North Open D1 SST

 E siamo a Martedì, fra poco c’è la tappa, i miei compagni
mi aspettano, voglio fare la mia parte, il percorso l’ho studiato è adatto alle
mia caratteristiche, sono un peso troppo eccessivo, la Neon Flat è una tappa
abbastanza piatta e quindi cerco di riscaldarmi bene, penso, cosa faccio? Parto
con uno scatto deciso per portarmi un po’ più avanti ma poi riuscirò a
recuperare per stare in un gruppo di forsennati e a quanto andranno poi per
cercare di starci dentro, c’è la farò mi tireranno il collo e andrò alla
deriva, io che sono un neofita ma cosa devo dimostrare e a chi? Ma è un gioco
prendilo come tale mi chiedo, d’altronde è così no, beh si è un gioco, ma per
un ciclista amatore alle prime sgasate come me, cosa volete che sia il gioco io
devo prenderla con uno spirito diverso altrimenti le mie gambe non gireranno e
la voglia di fare bene c’è e quindi metto giù il mio programma.

 

Ho le tre Wachy Races di ieri ancora nella testa, nelle
gambe ma soprattutto nella parte più importante del motore di un ciclista, i
BPM, quei maledetti che non salgono più del dovuto, ma è normale, non sono
nemmeno all’inizio e cosa pretendo di fare, bisogna allenarsi penso e quindi ho
deciso parto con il mio ritmo e cerco di stare iny un gruppo per quanto possa
fare.

Siamo in griglia, ma che bella sensazione, mi piace, mi
rende felice, parlo con il mio capitano Alessandro, mi dà i suoi consigli che
ascolto con molta dedizione, saluto i compagni su Discord, la mente parte per
le su fisse, mi sembra di essere in una squadra e credo che lo sia, anche se è
solo un gioco, perché, non lo siamo? corriamo per quello e anche se non è così
devo pensare che sia così perché altrimenti le mia gambe non vengono alimentate
da questo sentimento e non andranno a sufficienza, devo spingere e e dare tutto
quello che ho.

Partiti, sgasate pazzesca di tutto il gruppo e dei 57 in
griglia dopo appena 30″ mi trovo già in 44 posto, non trascorrono i primi
10 km che non mi trovi nelle solite retrovie a combattere per le ultime
posizioni, ma quello è il mio posto lo so sono consapevole delle mie umili
forze ma spingo spingo quei puntini gialli che vedo si allontanano sempre di
più da me, ma anche io mi allontano da quelli dietro, quindi allora riesco
riesco a esprimere anche io qualcosa, perché quelli dietro prendono secondi
come io li prendo da quelli davanti, sono 52° su 57 e a metà gara ho nel mirino
Fabio, mio compagno di squadra a circa 30″, macino secondi, metro dopo
metro lui ne ha davanti uno a troppi secondi e quindi penso avrà rallentato per
aspettarmi, sicuro, non sarò io che andavo, ma lui che ha rallentato per
tirarci un po’ dopo alcuni km siamo agganciati ed iniziamo a scambiarci cambi
all’unisono, che figata, che peccato non potersi sentire, vorrei parlargli,
sentire il suo respiro, capire le sue sensazioni, perché Zwift non ci da anche
questo, chissà magari un giorno succederà mi chiedo, e quindi non sapendo cosa
stia succedendo io vado del mio passo e ci ritroviamo a 7 km dall’arrivo e di
fa sotto un terzo incomodo che agganciamo, siamo in 3, ci diamo dei cambi ma
non dura molto Fabio, probabilmente preoccupato su un falso piano decide di
premere sull’acceleratore e va via del suo passo io cercando di stargli dietro
stacco l’inglese e mi porto a 14″ di vantaggio Fabio ormai per me è
irraggiungibile a 30″ e siamo all’ultimo km, sembra che c’è l’abbia fatta
ma agli ultimi 700mt. l’inglese sembra resuscitato come una Fenice dalle due
ceneri me lo trovo addosso senza neanche capire cosa sia successo e arrivo al
traguardo a 20″ secondi da lui ne ho altri 4 dietro di me, ma mentalmente
la fagianata tirata dall’inglese mi ha un po’ destato e demoralizzato ma alla
fine penso di aver fatto la mia parte e se non sono riuscito a stare davanti
all’inglese mi consola il fatto che per superarmi ha dovuto sudare le sue 7
camice, almeno questo è il pensiero per cui andrò a dormire sereno perché ho
fatto tutto e di più e il mio piatto di pasta meritato mi aspetta a braccia
aperte, Giovedì ci sarà la prima del tour, ma che ingnoranza colta con questi
Scannellatori, ed il sorriso mi torna sulle labbra.

Vincenzo Dovere

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